
L'Infermiere
Il decreto individua gli ambiti di intervento, la natura delle attività assistenziali, la metodologia del processo di assistenza, le relazioni con gli altri operatori sanitari e le aree di competenza proprie della professione.
La successiva normativa sulla formazione universitaria, in particolare il Decreto Ministeriale 2 aprile 2001, ha poi definito le cinque aree della formazione specialistica infermieristica (sanità pubblica, area pediatrica, salute mentale e psichiatria, geriatria e area critica), contribuendo a delineare un percorso di crescita professionale strutturato e coerente con l’evoluzione del ruolo.
Come diventare infermiere
Per esercitare la professione di infermiere, in Italia, bisogna aver conseguito la laurea triennale in Infermieristica, essere quindi dottori in Infermieristica.
Per i cittadini stranieri serve il riconoscimento del loro titolo in Italia. Diversa è la disciplina se cittadini comunitari o extra-comunitari.
Il corso di laurea in Infermieristica è a numero chiuso, pertanto si accede tramite un test di ammissione che si svolge ogni anno nella prima metà del mese di settembre. Per accedere al test bisogna fare domanda in base ad un bando pubblicato dalle università durante l’estate.
Il corso è, di solito, a frequenza obbligatoria, per quanto riguarda le lezioni e le attività di Laboratorio con un margine di assenze ammesso. Nei tre anni prevede il superamento di esami di corsi integrati e la frequenza a 1800 ore di tirocinio nei vari ambiti di attività dell’infermiere (territorio, degenza ospedaliera di area medica o chirurgica, area dell’emergenza etc.). Al terzo anno di corso sono previsti spesso corsi a scelta dello studente.
L’autonomia degli atenei prevede che i corsi possano avere un ordinamento diverso nelle varie sedi universitarie, ma alcuni aspetti valgono in tutta Italia.
Nella Provincia di Ravenna il corso di Laurea, dell’Ateneo di Bologna, Campus di Ravenna, ha sede a Faenza (RA) e prevede la presenza di 84 studenti per anno di corso. I tirocini si svolgono su tutto il territorio provinciale, negli ospedali pubblici di Ravenna, Faenza, Lugo e in strutture private convenzionate con l’Università.
Il tasso di occupazione a un anno dalla laurea è molto elevato.
Per maggiori informazioni si rimanda a
Corso di Laurea in Infermieristica - Ravenna
L’iscrizione all’Ordine delle Professioni Infermieristiche è un passaggio necessario, ai sensi dell’art.8 del D.L.CPS 233\1946, per esercitare la professione sia in ambito pubblico che privato, nonché per l’attività di libera professione; questa non rappresenta un cieco obbligo formale ma il riconoscimento di un reciproco rapporto di collaborazione, a tutela dell’assistito e dell’infermiere nell’esercizio professionale.
Preiscrizione Online
Per procedere è necessario:
- Essere in possesso del titolo richiesto;
- Essere abilitati all’esercizio della professione in Italia;
- Avere la residenza, il domicilio oppure esercitare la professione nella circoscrizione dell’Ordine;
- Accedere al portale FNOPI tramite il link e compilare tutti i campi richiesti: https://albo.fnopi.it/preiscrizione/
Pagamenti
Effettuare il versamento postale di € 168,00< Tasse di Concessioni Governative sul c/c n.8003 (Codice tariffa n.8617) - Il bollettino è reperibile presso gli Uffici Postali. Qualora risultassero esauriti sarà necessario compilarne uno in bianco intestandolo a: “Agenzia delle Entrate – Centro Operativo di Pescara; questa è la tassa di concessione governativa per il rilascio o l'iscrizione a determinati registri o elenchi professionali; questo è un pagamento una tantum.
Effettuare il versamento pari a € 95,00 (€ 75, 00 quota annua + € 20.00 diritti di segreteria) a mezzo: POS presso la segreteria dell’OPI Ravenna; O bonifico bancario intestato a OPI Ravenna - IBAN: IT65F0627013102CC0910000299 (in tal caso presentare la contabile di avvenuto pagamento); trattandosi di quota annuale potrebbe subire delle modifiche in aumento o diminuzione.
Compilazione della domanda d’iscrizione
Successivamente alla preiscrizione si deve presentare, presso la Segreteria dell’Ordine, la domanda d’iscrizione in forma cartacea. Essa può essere stampata a casa e presentata oppure compilata direttamente in sede negli orari di apertura al pubblico, integrata alla seguente documentazione:
- documento d'identità valido e codice fiscale/tessera sanitaria
- modulo compilato e firmato “autocertificazione di residenza”
- modulo compilato e firmato “privacy e trattamento dei dati”
- modulo compilato e firmato “adesione PEC” (se sprovvisto di PEC)
- n.1 fototessera
- n.1 marca da bollo da € 16,00
- ricevuta del versamento della tassa di Concessioni Governative di € 168,00 e contabile di avvenuto pagamento della quota annua di € 95,00 dovuta all’OPI (solo in caso di pagamento con bonifico bancario)
Sia la domanda di iscrizione che tutti i moduli possono essere scaricati dalla sezione “Modulistica” oppure forniti dalla segreteria OPI.
PEC
In fase di presentazione della domanda di iscrizione è obbligatorio comunicare un indirizzo di Posta Elettronica Certificata (PEC). In caso l’iscritto ne fosse sprovvisto, è possibile aderire alla convenzione PEC presente tra l’OPI e il gestore ARUBA. Una volta attivato l’indirizzo PEC si riceverà una mail con i dati necessari per l’impostazione della password. Da segnalare che l’attivazione della PEC è gratuita ed il suo costo è incluso nella quota di iscrizione annua. Una volta effettuati tutti i passaggi, attendere la comunicazione di conferma da parte dell'Ordine, che verrà inviata tramite e-mail ordinaria unitamente al promemoria per il ritiro della tessera.Evoluzione normativa della professione
Fino agli anni ‘90, la figura dell’infermiere era considerata ausiliaria al medico. Le attività erano rigidamente definite dal mansionario (prima R.D. 2 maggio 1940, poi D.P.R. 225/1974), un elenco di compiti che l’infermiere poteva svolgere senza alcuna autonomia decisionale.
Il riconoscimento della professionalità (D.M. 739/1994)Con il Decreto Ministeriale 739/1994, viene finalmente riconosciuto il profilo professionale dell’infermiere. Questo atto segna una svolta fondamentale: L’infermiere diventa responsabile dell’assistenza generale. Non è più considerato un mero esecutore di ordini, ma un professionista che agisce con autonomia e responsabilità. Tuttavia, il mansionario è ancora in vigore e limita il pieno esercizio della professione.
L’abolizione del mansionario e la vera autonomia (Legge 42/1999)La Legge 42/1999 rappresenta una vera e propria rivoluzione: Il campo proprio di responsabilità è costituito dal profilo, codice deontologico e formazione universitaria. Quella dell’infermiere non è più considerata una professione sanitaria su compiti predeterminati da altri ma una professione sanitaria autonoma. L’assistenza infermieristica si basa sulle evidenze scientifiche e giudizio clinico. Questo segna l’inizio dell’indipendenza della professione, con la possibilità di agire secondo competenze e conoscenze, e non solo per delega medica.
Ingresso in Università (D.L. 502/92) che statuisce la formazione universitaria.Gli infermieri ottengono: Laurea triennale obbligatoria, con un percorso strutturato. Possibilità di accedere a master, lauree magistrali e dottorati. Introduzione di ruoli manageriali e specialistici. L’infermiere ora è un professionista formato a livello accademico, in grado di sviluppare conoscenze avanzate e di accedere a percorsi di carriera più ampi.
Programma nazionale di Educazione Continua in Medicina (in base al D.Lgs 502/1992 integrato dal D.Lgs 229/1999)L’avvio del programma di ECM, nel 2002, ha istituito l’obbligo della formazione continua per i professionisti della sanità.
Riconoscimento della libera professione (L. 1/2002)La legge riconosce agli infermiere la possibilità di svolgere attività libero-professionale
Riconoscimento definitivo della professione (L. 3/2018 Lorenzin - FNOPI)Nel 2018, con la Legge 3/2018, l’infermieristica fa un ulteriore passo avanti: Il Collegio IPASVI diventa Federazione Nazionale Ordine delle Professioni
Infermieristiche (FNOPI), con una nuova funzione giuridica e di ruolo pubblico. Gli Ordini professionali assumono un ruolo più forte nella tutela della professione.In sintesi, la legislazione italiana ha progressivamente riconosciuto e regolamentato la professione infermieristica, passando da una figura prevalentemente femminile e di supporto a una professione autonoma con formazione universitaria, codici deontologici e un ruolo centrale nel sistema sanitario nazionale.
La FNOPI guarda al futuro in cui l’infermiere sarà sempre più specializzato, riconosciuto e centrale nel sistema salute, ma sottolinea la necessità di superare criticità strutturali per realizzare pienamente questa visione.
Dipendenti e libera professione
L’esercizio della libera professione è possibile anche per gli infermieri dipendenti, sia del settore pubblico sia del settore privato.
Dipendenti Pubblici
Per gli infermieri dipendenti pubblici, l’attività libero-professionale è consentita solo in assenza di incompatibilità con l’impiego principale. Il riferimento normativo è l’art. 53 del D.lgs. 165/2001, che stabilisce il divieto di svolgere attività private in conflitto con l’orario di servizio o che possano generare conflitti di interesse. Sono inoltre richiesti:
- l’autorizzazione preventiva allo svolgimento di attività extra-orario (attualmente regolata dal D.L. 127/2021, art. 3-quater, e dalle modifiche introdotte dal D.L. 34/2023);
- la rendicontazione bimestrale dell’attività svolta al proprio ente di appartenenza.
In sintesi: il dipendente pubblico che vuole svolgere libera professione deve rivolgersi alla propria amministrazione per ottenere l’autorizzazione.
Dipendenti Privati
Per i dipendenti del settore privato, la libera professione è consentita purché non sia previsto un vincolo di esclusività. Gli obblighi principali riguardano:
- la comunicazione al datore di lavoro, se prevista dal contratto;
- il rispetto dell’orario e degli obblighi lavorativi, in modo da non creare conflitto con l’attività da dipendente.
In sintesi: l’infermiere dipendente privato che desidera svolgere libera professione deve concordare le modalità con il proprio datore di lavoro.
